Storia

La Parata in Sintesi

La “Parata dei Turchi” è una rievocazione storica che si svolge il 29 maggio a Potenza incentrata su alcune delle più importanti vicende storiche riguardanti la Città e gli usi e costumi del popolo potentino. La Parata è intimamente connessa alla figura del Santo Patrono, Gerardo della Porta da Piacenza, vescovo di Potenza dal 1111 al 1119 d.C., divenuto presto Santo Protettore per acclamazione popolare.


La Parata si svolge attraverso una processione che attraversa la Città in un percorso che parte dallo Stadio “Alfredo Viviani” e termina nel Centro Storico dove la stessa si chiude con l’accensione della Iàccara e la benedizione dei figuranti e del popolo ufficiata dal Vescovo presso la Cattedrale di San Gerardo. Alla Parata prendono parte oltre mille figuranti, che sfilano in costumi d’epoca, oltre a numerosi animali, carri d’epoca, simulacri condotti a spalla e manufatti unici quali la Iàccara, la Nave e il Tempietto di San Gerardo. Si stima che ogni anno alla Parata assistano tra le 100.000 e le 150.000 persone assiepate lungo le vie attraversate dal corteo. La Parata si fregia del titolo di “Patrimonio d’Italia per la Tradizione” attribuito dal Ministero del Turismo nel 2011, rappresentando una delle tradizioni popolari a carattere socio-culturale più antiche e significative del panorama nazionale. E’ stata inoltre insignita dei titoli di “Meraviglia d’Italia” per iniziativa del Forum Nazionale dei Giovani e di “Patrimonio Immateriale d’Italia” dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI).


L’origine della Parata è tutt’ora incerta, la sua unicità è testimoniata dal fatto che affonda le radici nella storia di Potenza, dell’Italia Meridionale e in parte dell’Europa, con la sovrapposizione di elementi storici, culturali, religiosi e folkloristici sconfinando in elementi che si rifanno alle tradizioni popolari e alle narrazioni leggendarie. Fino ad oggi la Parata ha subito numerosi adattamenti occorsi nei secoli, trasformandosi da una festa di origine popolare quale è stata fino alla fine dell’Ottocento in una rievocazione dai profondi significati storici, culturali e religiosi. Soprattutto a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso quando la Parata è stata ridefinita nella sua struttura moderna culminata recentemente nella creazione di un “Disciplinare della Parata”, che ne definisce la struttura, i personaggi, le fasi, lo svolgimento e i significati di tutte le componenti. Il disciplinare è stato redatto e viene mantenuto ed aggiornato da un “Comitato Tecnico per la Parata” in carica su base triennale, è inoltre adottato ufficialmente con delibera dal Comune di Potenza che si occupa annualmente dell’organizzazione tecnica della Parata.


"[...] Anzi nella vigilia a sera, appena cominciava a farsi scuro, in ogni cuntana, o vico, in ogni larghetto, e lungo tutta la Pretoria si accendevano centinaia e centinaia di fanoi (falò), cioè ammassi di sarmenti, cannucce, scroppi, e ginestre secche e verdi, in guisa che tutta la città pareva andasse in fumo e fiamme, costituendo ciò la caratteristica e tradizionale illuminazione di quella festa. Per la strada in quella sera, tra il fumo denso ed amaro e tanti fuochi crepitanti, bisognava procedere a salti ed a tentoni, e sentivasi venir meno il respiro. Qui e là si stava ammuinare (affaccendati) a vestire i Turchi, che poi si ragunavano innanzi la Chiesa di San Gerardo (Duomo) per fare il giro, con la Nave e col Carro, intorno la città. La sfilata dei Turchi era, ed è la parte più originale, brillante e fantastica della festa popolare;" Raffaele Riviello, "Ricordi e note su costumanze, vita e pregiudizi del popolo potentino", 1893.

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Origini della Parata

Struttura e Fasi

Personaggi e Componenti